Giornata del malato: Aversa, domani messa con il vescovo Spinillo. Venerdì il convegno su nota Cec “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”

È entrata nel vivo, nella diocesi di Aversa, la Settimana per la vita 2026, il cammino di riflessione e preghiera promosso in occasione della 48ª Giornata nazionale per la vita. Il tema scelto per il 2026 è “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”.
La Settimana si aprirà ufficialmente domenica 1° febbraio. In tutte le parrocchie saranno celebrate messe con preghiere di ringraziamento e affidamento. In contemporanea, il centro di Aversa sarà animato dalla vivacità dei più piccoli: alle ore 9.30 partirà infatti la Carovana della Pace, il tradizionale appuntamento curato dall’Azione cattolica ragazzi (Acr), che lega indissolubilmente il valore della vita alla costruzione di un futuro di pace.
Domani, mercoledì 11 febbraio, alle ore 18, in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato, il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale, ponendo al centro la dignità di chi vive la prova della malattia.
Il culmine della Settimana sarà rappresentato dal convegno diocesano di venerdì 13 febbraio, alle ore 19.30, in cattedrale. L’incontro sarà dedicato all’approfondimento della Nota pastorale dei vescovi della Campania “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”, un documento di estrema attualità che richiama la necessità di un’alleanza terapeutica e umana fondata sulla dignità inalienabile della persona.
L’evento vedrà i contributi di mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, e di Lucio Romano, del Centro universitario di ricerca bioetica. Attraverso le loro voci, la diocesi intende offrire ai fedeli e alla cittadinanza strumenti critici e spirituali, a partire dalla nota della Conferenza episcopale campana (Cec) per affrontare le sfide etiche contemporanee, ribadendo l’importanza delle cure palliative e del rifiuto di ogni forma di abbandono o di scorciatoia eutanasica.
“Custodire la vita – spiega la diocesi – significa non lasciare mai solo chi soffre. La Nota dei vescovi campani ci esorta a farci prossimi, con competenza e amore, in quel tratto finale del cammino terreno che richiede massima delicatezza e fede”.

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