“Il compito dei cattolici non è quello di rivendicare un monopolio sulle radici o sul futuro dell’Europa. È piuttosto quello di contribuire, insieme a persone di altre convinzioni, alla costruzione di una società più giusta, più solidale e più pacifica”. E’ quanto ha sottolineato padre Manuel Barrios Prieto, segretario generale della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea, intervenendo questo pomeriggio al seminario di studio “Il contributo dei cattolici all’integrazione europea”. “L’Europa non è soltanto un insieme di istituzioni, di regole e di interessi economici”, ha aggiunto. “È anche una comunità di popoli, una memoria condivisa e un progetto che deve essere continuamente rinnovato. Per questo abbiamo bisogno non soltanto di accordi politici, ma anche di una visione capace di dare senso alle nostre scelte e di suscitare nei cittadini un sentimento di appartenenza e di responsabilità comune. La lezione di Ventotene, allora, non è che tutti gli europei debbano pensare allo stesso modo. È che le loro differenze non devono impedire loro di costruire insieme un futuro comune”. In questo, i cattolici possono svolgere un ruolo fondamentale: “mettere la dignità di ogni persona al centro del progetto europeo e continuare a lavorare per un’Unione capace di essere, al suo interno e nel mondo, un autentico attore di pace”.