Lavoro dignitoso: mons. Arnolfo (Cep), “essere alleati per una cultura nuova, l’uomo non potrà essere sostituito”

(Casale Monferrato) “Tutti dobbiamo essere alleati per una cultura nuova sul lavoro dignitoso”. Lo ha ricordato questa mattina mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli e delegato per la Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, intervenendo all’evento “Dalla polvere alla speranza: alleanze che illuminano il futuro” promosso a Casale Monferrato dal Movimento lavoratori di Azione Cattolica (Mlac) per celebrare la Giornata mondiale del lavoro dignitoso.
Il presule ha ricordato come 9 anni fa la Chiesa italiana ha dedicato la Settimana sociale di Cagliare al tema “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”, caratteristiche che contraddistinguono il lavoro dignitoso. Sottolineando che “il peccato più brutto è non far niente, perché vuol dire essere passivi”, mons. Arnolfo ha parlato dell’importanza di un “lavoro per tutti, che acquista un significato redentivo” attraverso il quale “ognuno esprime capacità e personalità”. “Solo con il lavoro si può contribuire alla costruzione di società più equa e giusta”. E ha insistito sulla necessità che “il lavoro sia per tutti”; questo vale ancora di più di fronte alla sfida legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Avviandosi verso un mondo nel quale ci saranno “robot umanoidi nelle fabbrica al posto degli operai” è importante “cercare di favorire un lavoro per tutti”. “L’uomo – ha ammonito – non potrà mai essere sostituito; dovrà governare, guidare, educare, curare e amare”.

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