Unità dei cristiani: mons. Moraglia (Venezia), “il coraggio di parlare di pace, riconciliazione e unità anche quando sembra tutto perduto”

Foto Patriarcato Venezia/SIR

“Nel nostro tempo così martoriato, in cui l’umanità sembra fallire sia nel percorrere la strada dell’unità e della pace, dobbiamo avere il coraggio di parlare di pace e unità come unica cifra antropologica possibile e come inclinazione di ogni cuore, anche quando sembra tutto perduto, là dove tutto sembra prendere una strada diversa. La vera partita si gioca impegnandosi per l’unità, la bontà, la verità”. Lo ha detto ieri sera il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, nella predicazione svolta nella basilica cattedrale di San Marco dove ha guidato la preghiera ecumenica nel cuore della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, insieme ai pastori e ai rappresentanti delle altre comunità cristiane.
Moraglia ha ricordato san Nerses Shnorhali, Catholicos nel XII secolo della Chiesa armena e pioniere dell’ecumenismo, e l’abate Mechitar di Sebaste, il quale cinque secoli dopo “realizzò a Venezia il centro dal quale ebbe impulso la rinascita della cultura armena in tutto il mondo e un nuovo stile e spirito di rispetto e feconda amicizia tra le Chiese Armena Apostolica e Cattolica”. Nel richiamare le persecuzioni e il “martirio” di cui fu vittima il popolo armeno, il patriarca di Venezia ha evocato le parole pronunciate il 28 maggio 2006 da Benedetto XVI, pellegrino ad Auschwitz. “In un tempo in cui la politica ha smarrito il senso del diritto internazionale e, ancor prima, della moderazione, della giustizia e della riconciliazione”, ha rimarcato Moraglia, l’impegno è “conservare oggi vive nelle nostre chiese e comunità” le domande “sulla necessità del perdono e della riconciliazione: a Gaza, in Ucraina, negli altri sessanta teatri di guerra oggi attivi nel mondo. Anche attraverso questa preghiera ecumenica, Dio tenga viva in noi la consapevolezza” che esiste “un’unica strada percorribile, ossia ‘conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace’ (Ef 4,3). Ogni altra strada – ha concluso Moraglia – è menzogna!”.

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