(da Bari) “Viviamo giorni drammatici segnati da conflitti, polarizzazioni, prove di forza, paure. L’umanità attende segni credibili di comunione e di pace. Il nostro pregare insieme diventi lievito di riconciliazione, profezia possibile in un mondo che rischia di rassegnarsi alla divisione, esempio umile che la diversità non conduce necessariamente alla contrapposizione, ma, guidata dall’Amore, sa intraprendere la via dell’accoglienza reciproca e della riconciliazione”. Lo ha detto questa sera mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, nell’indirizzo di saluto ai partecipanti riuniti nella Basilica di San Nicola a Bari per una celebrazione ecumenica della Parola di Dio a termine del Simposio delle chiese cristiane in Italia che per due giorni ha riunito 120 delegati ortodossi, cattolici, protestanti, anglicani.
“Siamo in questa Basilica, dove riposa il corpo del vescovo Nicola di Myra”, ha detto l’arcivescovo. “Essa non è soltanto un luogo sacro, ma una memoria viva di comunione possibile. Qui, attorno a San Nicola, impariamo da secoli che l’unità non è un traguardo da conquistare, ma un dono che ci precede, che appartiene alla nostra storia e alla nostra identità e vocazione comune, e che oggi siamo chiamati ad accogliere con umiltà e custodire con coraggio. Proprio noi, e non altri”. “Pregare insieme, questa sera – ha proseguito Satriano -, significa riconoscere che la speranza cristiana non è evasione dal reale, ma responsabilità condivisa. È una chiamata ad assumere, con audacia evangelica, un cammino verso l’unità che non elude le ferite della storia, ma le attraversa nella verità dell’amore. I percorsi che in questi anni abbiamo vissuto e custodito – le veglie ecumeniche, le esperienze di dialogo quotidiano, il rinnovato impegno consegnato dalla Charta Oecumenica – ci ricordano che l’ecumenismo non è un capitolo opzionale delle nostre Chiese, ma una necessità evangelica per il nostro tempo”.