Giornata mondiale pace: mons. Tisi (Trento), “la fraternità è la via maestra per mettere in sicurezza noi stessi e le nostre comunità”

“Solo chi esce da sé può attraversare la vita sperimentandone le continue sorprese e novità: lascia il guscio della solitudine e libera il grazie, scoprendo in chi gli sta attorno un fratello e una sorella, non un nemico o un avversario. La fraternità, abitata dal dialogo e dalla custodia del perdono, percepito non come debolezza e resa ma come vita e forza, è la via maestra per mettere in sicurezza noi stessi e le nostre comunità”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, durante la celebrazione eucaristica che ha presieduto in occasione della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e della 59ª Giornata mondiale della pace.
“La benedizione di Dio non è salute, denaro, fortuna, prestigio, lunga vita, ma la certezza che esiste un perdono radicale: Dio è pace disarmata e disarmante”, ha rilevato il presule. “Non a caso – ha aggiunto – ogni Eucaristia esordisce con il saluto: ‘La pace sia con voi!’”. “Questa pace – ricorda Papa Leone – esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida ‘basta’, alla pace si sussurra ‘per sempre’. Chi la nega perde realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura”, la citazione dal messaggio del Santo Padre per la 59ª Giornata mondiale della pace.
“Purtroppo, nonostante le terribili devastazioni e sofferenze provocate dalle guerre di ieri e di oggi, sta tornando in auge ed è sempre più condiviso l’antico e folle detto: ‘Se vuoi la pace, prepara la guerra!’”, ha osservato l’arcivescovo, ammonendo: “Nonostante i fatti raccontino l’esatto contrario, attraverso una scientifica operazione di distrazione di massa viene ridicolizzato chi persegue le vie della pace”. “Come ci ricorda Papa Leone, per conseguire questo obiettivo, nel combattimento politico si utilizzano le parole della fede per benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti – ammonisce ancora il Papa – devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome di Dio”, ha proseguito mons. Tisi, esortando: “Facciamo nostro l’atteggiamento di Maria, che custodiva e meditava nel suo cuore l’evento meraviglioso del bambino deposto nella mangiatoia, in cui abita la pienezza di Dio. È lui la Via della pace!”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi