Giornata mondiale pace: mons. Suetta (Ventimiglia-San Remo), “custodire la pace come un dono fragile e prezioso”

“Affidiamo a Maria questo anno appena iniziato: le nostre famiglie, i giovani, gli anziani, chi soffre, chi è in ricerca, chi è stanco. Chiediamo a lei di insegnarci a custodire la pace come un dono fragile e prezioso, e a diventare strumenti di pace nel mondo”. Questa l’invocazione espressa ieri dal vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, in occasione della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e della 59ª Giornata mondiale della pace.
“All’inizio dell’anno impariamo da lei che la pace nasce da un cuore che sa accogliere, che non chiude, che non ha paura del tempo che viene”, ha sottolineato il presule, spiegando che quello della pace “non è un tema decorativo, ma una responsabilità. La pace non è solo assenza di guerra: è giustizia, rispetto, ascolto, cura dei più fragili. La pace comincia dal cuore dell’uomo e si costruisce nei piccoli gesti quotidiani: nelle parole che scegliamo, nel modo in cui guardiamo l’altro, nella capacità di perdonare”. “All’inizio di questo nuovo anno ci chiediamo forse: cosa ci attende? cosa porterà il futuro? La liturgia ci risponde con semplicità: ci attende Dio, che ci benedice e ci dona la sua pace. Non sappiamo cosa vivremo, ma sappiamo con chi cammineremo”, ha proseguito il vescovo, augurando “che questo nuovo anno non sia solo un tempo che passa, ma un tempo abitato da Dio, un tempo in cui impariamo a vivere da figli e da fratelli. Maria, Madre di Dio, prega per noi e per la pace del mondo”.

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