Giornata mondiale pace: mons. Borghetti (Albenga-Imperia), “guerre, violenze e tensioni nascono sempre da un cuore che vuole prevalere, la pace da un cuore che si lascia disarmare”

“Le guerre, le violenze, le tensioni nascono sempre da un cuore che vuole prevalere, che vuole avere ragione, che vuole possedere. La pace, invece, nasce da un cuore che si lascia disarmare”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Albenga-Imperia, mons. Guglielmo Borghetti, durante la celebrazione eucaristica per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio e della 59ª Giornata mondiale della pace.
“Non è un caso – ha osservato il presule – che la Chiesa l’abbia messa proprio qui, all’inizio dell’anno, davanti a questa Madre e a questo Bambino. Perché la pace non nasce dai palazzi del potere mondano, dai tavoli diplomatici, dalle strategie”. “La pace nasce da qui: da un Dio che rifiuta la logica del potere”, ha proseguito mons. Borghetti, sottolineando che “il tema del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026 ‘La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante’ invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia”. “Essa – ha aggiunto – deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”. “Gesù, l’Antipotere, ci insegna che la pace non è un equilibrio di forze, ma un modo di guardare l’altro”, ha ammonito il vescovo: “È scegliere la via della cura invece della competizione. È scegliere la via dell’ascolto invece della pretesa. È scegliere la via della mitezza invece della rivendicazione. E questo vale nelle nazioni, ma vale anche nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità”. “Chiediamo a Gesù, l’Antipotere, di farci diventare uomini e donne di pace, non a parole, ma nei gesti quotidiani, nelle relazioni, nelle scelte di ogni giorno”, ha concluso mons. Borghetti: “Che questo nuovo anno sia davvero un tempo in cui lasciamo più spazio a Dio e meno al nostro bisogno di controllare tutto. Un anno in cui impariamo che la vera forza è l’amore. Un anno in cui la pace comincia da noi”.

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