Aggiornamenti Sociali: focus “Oltre le Olimpiadi: la montagna in cerca di nuovi scenari”

“Mancano ormai pochi giorni al 6 febbraio, quando si svolgerà la cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026. L’atteso appuntamento sportivo ci offre l’opportunità di riflettere sul significato delle olimpiadi e sul loro impatto sociale, ambientale ed economico”. Lo si legge nella presentazione del nuovo numero della rivista dei Gesuiti del Centro San fedele di Milano, “Aggiornamenti Sociali”. Dalla redazione, spiegano: “Nel primo numero di quest’anno abbiamo dialogato con giornalisti, amministratori ed esperti riguardo il ruolo della montagna, grande protagonista delle imminenti olimpiadi, approfondendo le dinamiche delle comunità che le abitano”. E nell’articolo intitolato “Oltre le Olimpiadi: la montagna in cerca di nuovi scenari”, fra l’altro si legge: “Grazie ai Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, ormai alle porte, faremo una scorpacciata di montagna. Ma la sovraesposizione mediatica non ci restituirà le peculiarità di una porzione rilevante del territorio del Paese, che è ben di più di uno sfondo dialoghi innevato per le competizioni sciistiche. Due immagini ci aiutano a mettere a fuoco la complessità dei territori montani e la varietà di dinamiche in cui sono coinvolti. La prima viene dall’Appennino reggiano, un’area inclusa nella Strategia nazionale aree interne, dove sette Comuni hanno dato vita alla Green community Montagna del latte, un progetto che prevede la gestione delle risorse forestali, la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, lo sviluppo di modelli agricoli e zootecnici sostenibili e la promozione del turismo lento”. La seconda immagine “viene dal monte Bondone, nel Comune di Trento: all’inizio di dicembre 2025, mentre un’ondata di caldo anomalo portava la soglia dello zero termico a 3.500 metri d’altitudine, un elicottero effettuava quaranta trasporti di neve sulle piste da sci, per salvaguardare gli accordi con i tour operator e garantire l’attività sportiva nel fine settimana lungo dell’Immacolata”.
Due immagini, si legge ancora, “che raccontano la montagna in modo diverso: la prima parla di rigenerazione di territori basata sulla ricerca scientifica applicata e sul principio di sussidiarietà; la seconda testimonia il tentativo disperato di mantenere in vita un settore turistico importante, ma ormai condannato alla scomparsa dall’inarrestabile cambiamento climatico, una questione di grande attualità alla luce delle Olimpiadi del 2026”. La montagna “è sempre stata ed è ancora oggetto di narrazioni plurali e contrastanti: intesa come tempio della wilderness, della natura incontaminata, una sorta di santuario postmoderno nel quale l’abitante delle città si reca in pellegrinaggio per recuperare il rapporto con una natura largamente idealizzata; trasformata nel parco giochi della classe abbiente della pianura, colonizzata da infrastrutture turistiche per rendere possibile ogni genere di svago; condannata allo spopolamento, segnata dalla disoccupazione e dall’arretratezza sociale, simbolo per eccellenza delle aree interne, dimenticate dalle politiche di sviluppo”. Aggiornamenti Sociali osserva: “Tutte queste narrazioni esprimono qualcosa di vero, ma nessuna appare adeguata, soprattutto perché si tratta di ricostruzioni fatte da osservatori esterni”.

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