“La fine della detenzione arbitraria è un sollievo necessario e a lungo atteso per tutte le persone finalmente tornate in libertà. Tuttavia, queste misure restano del tutto insufficienti finché centinaia di persone continuano a essere incarcerate arbitrariamente per motivi politici. Amnesty International chiede la loro liberazione immediata, così come quella di tutte le altre persone ancora detenute, i cui familiari e le cui comunità attendono che alle promesse del governo Rodríguez seguano fatti concreti”. Ana Piquer, direttrice per le Americhe di Amnesty International, commenta così i recenti sviluppi in Venezuela, dove lo scorso 8 gennaio le autorità hanno scarcerato un numero limitato di persone detenute arbitrariamente. Secondo le organizzazioni locali della società civile, sono circa mille le persone attualmente private della libertà per motivi politici. “Vogliamo che la lotta instancabile delle famiglie e delle organizzazioni che le sostengono venga riconosciuta – rimarca Piquer -. Ci uniamo alla loro richiesta di verità, giustizia e riparazione e ribadiamo che nessuna persona in Venezuela dovrebbe più essere privata della propria libertà per motivi politici”. Amnesty International, in una nota, “respinge con fermezza il fatto che, pur essendo state detenute arbitrariamente per motivi politici, le persone scarcerate continuino a essere sottoposte a indagini e procedimenti penali arbitrari e discriminatori da parte delle autorità venezuelane. Questi procedimenti prevedono spesso misure che limitano gravemente la libertà personale – come il divieto di espatrio o l’obbligo di presentarsi periodicamente davanti ai tribunali – e contribuiscono a perpetuare un clima di paura e di continua rivittimizzazione”. Da qui la richiesta dell’organizzazione per i diritti umani che ogni scarcerazione “deve essere accompagnata dall’archiviazione definitiva e incondizionata di tutti i procedimenti penali a carico delle persone colpite”. “Chiediamo con la massima fermezza che venga smantellata la politica di repressione, che cessino immediatamente le detenzioni arbitrarie per motivi politici e che siano indagate – fino ai più alti livelli di responsabilità – tutte le persone che hanno una responsabilità penale individuale per queste gravi violazioni dei diritti umani e per crimini contro l’umanità”, conclude Piquer.