“L’esperienza di volontariato è stata semplicemente incantevole”. Nelle parole di Salvatore, arrivato da Messina, si riflette il vissuto di migliaia di uomini e donne che hanno animato il Giubileo con il loro servizio quotidiano, raccolte questa mattina in Aula Paolo VI per l’udienza con Papa Leone XIV. Giorni trascorsi accanto ai pellegrini, “sotto il sole o, peggio ancora, sotto l’acqua”, tra persone fragili, bambini e anziani: “È una cosa indescrivibile. Lo rifarei anche subito, domani stesso”. Dalla Sardegna, Andrea e un gruppo di amici raccontano un’esperienza condivisa che ha unito servizio e relazioni: “È stata un’occasione per stare tutti insieme, soprattutto per condividere la passione, la speranza. E anche, diciamo, credere nel bene comune, aiutare i pellegrini che venivano”. Un tempo di incontri che ha lasciato legami duraturi: “Abbiamo conosciuto persone splendide, come è stato splendido questo anno giubilare”. Un desiderio comune attraversa le voci dei volontari: “Lo rifaremmo subito” e “Ci piacerebbe poter ripetere l’esperienza anche al prossimo Giuileo”. Anche i più giovani parlano di emozione e consapevolezza: “È emozionante, mi sono piaciute molto le parole del Papa che ha proprio riassunto come in questo Giubileo sia emerso il bene. E questa è la cosa più importante”. Un bene concreto, vissuto nei gesti semplici dell’accoglienza, che ha dato forma al volto del Giubileo. A riconoscere il valore di questo impegno è stato Papa Leone XIV, che rivolgendosi ai volontari ha affermato: “Quanto bene c’è nel mondo, perché voi siete la prova di quanto bene c’è nel mondo, grazie a tutti voi”. Grazie al loro lavoro, ha aggiunto, “Roma ha offerto a tutti il suo volto di casa accogliente di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa”, aiutando ciascuno a vivere “con frutto questo grande momento di fede”. Mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, ha richiamato la dimensione corale del servizio: “Sono presenti i rappresentanti del grande popolo di volontari che hanno dedicato il loro tempo al servizio degli altri. Oltre 5.000 volontari del Giubileo, di ogni età, sono accorsi dal mondo intero”. Un impegno che ha segnato ogni giorno “l’accoglienza e l’accompagnamento dei pellegrini” con “impagabile dedizione”. Nel bilancio finale, resta il segno lasciato dalla speranza: “Abbiamo potuto constatare in questo anno quanto bene è presente nel mondo e quanto debba essere evitato il rischio di vedere solo il negativo”. Una speranza che, come ha ricordato il pontefice, si è tradotta in vita concreta: “Con il vostro lavoro, voi avete aiutato molti a trovare e ritrovare la speranza e a riprendere il viaggio della vita con fede rinnovata e propositi di carità”. Tra le voci dei volontari, infine, un augurio che va oltre il Giubileo: “la cosa che mi auguro alla fine di questo Giubileo, è che finalmente ci possa essere la fine della guerra e la pace del mondo”.