“Cosa potete fare di concreto per rompere queste catene? Anzitutto pregare. È questo l’atto più concreto che il cristiano fa per il bene di chi gli è accanto, di sé e del mondo intero”. Così Papa Leone XIV ai giovani della diocesi di Roma, incontrati questo pomeriggio in Aula Paolo VI. “Pregare – ha proseguito il Pontefice – è atto di libertà, che spezza le catene della noia, dell’orgoglio e dell’indifferenza. Per infiammare il mondo occorre un cuore ardente! E il fuoco lo accende Dio quando preghiamo, specialmente quando lo riceviamo e lo adoriamo nell’Eucaristia, quando lo incontriamo nel Vangelo, quando lo cantiamo nei Salmi”. Leone XIV ha esortato a prendere esempio “dal canto della più grande poetessa, Maria, Maria Santissima: ‘L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore’”. “Ci vuole coraggio per testimoniare oggi questa gioia! – ha aggiunto il Papa – Ci vuole ardore per amare come il Signore ci ha amati”. “Guardiamo ai santi: come sono liberi! – ha concluso Leone XIV – Insieme con loro, andiamo avanti nel cammino, ben sapendo che il vero bene della vita non si può comprare con denaro né conquistare con le armi, ma si può donare, semplicemente, perché a tutti Dio lo dona con amore”.