L’associazione “Senza veli sulla lingua”, impegnata da anni nella lotta contro la violenza di genere, ha presentato ieri a Roma, nella sala stampa della Camera dei deputati, Iris, il primo sportello internazionale dedicato alle donne italiane che subiscono violenza fuori dai confini nazionali. Il progetto prende avvio dal Marocco, con l’obiettivo di estendersi progressivamente in altri Paesi.
Il bisogno è urgente: secondo il ministero degli Esteri oltre 2mila italiane ogni anno chiedono assistenza consolare per violenze o gravi conflitti familiari all’estero. Una cifra che rappresenta solo la punta dell’iceberg, se si considera che una donna su tre in Europa ha subito violenza almeno una volta nella vita, come rileva l’Agenzia Eu-Fra. Dati analoghi emergono da Oms e UN Women, che sottolineano il rischio maggiore per chi vive lontano dalla propria lingua e dalle reti di supporto. Iris nasce per colmare questo vuoto, offrendo ascolto, protezione e strumenti concreti. “Molte donne italiane all’estero non sanno a chi rivolgersi – ha dichiarato la presidente Ebla Ahmed –. Con Iris siamo noi ad andare verso di loro: una porta aperta in mezzo al mondo, accessibile ovunque si trovino. Nessuna donna deve sentirsi sola, mai”. Lo sportello è itinerante e può essere attivato presso consolati, associazioni, Ong, aziende e campus internazionali. Grazie alla piattaforma IrisConnect, sviluppata con Sokom srl, garantisce comunicazioni sicure: videochiamate criptate, chat riservate, tasto d’emergenza e presa in carico immediata da parte di un team multidisciplinare composto da psicologi, legali e mediatori culturali.
Alla presentazione hanno partecipato l’on. Stefania Ascari, prima firmataria del Codice rosso, e il console generale d’Italia a Casablanca, Francesco Capecchi, ribadendo l’importanza di una rete istituzionale internazionale.