Usa: vescovi su dichiarazioni di Trump contro i somali, “un linguaggio che denigra è incompatibile con la verità”

(Foto ANSA/SIR)

“Ogni persona è amata da Dio e creata a sua immagine. Ogni figlio di Dio ha valore e dignità”. Così mons. Daniel E. Garcia, presidente della Sottocommissione per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione della Conferenza episcopale statunitense, interviene in merito alle recenti dichiarazioni di Donald Trump che, in una riunione governativa i cui contenuti sono emersi nei giorni scorsi, ha definito gli immigrati somali “immondizia”, suscitando forte allarme tra le comunità interessate e tra i leader civili. Il vescovo sottolinea che “un linguaggio che denigra una persona o una comunità sulla base dell’etnia o del Paese di origine è incompatibile con questa verità” e invita “i responsabili pubblici, i leader comunitari e gli individui” a evitare espressioni “denigratorie e disumanizzanti”. Garcia richiama il valore del contributo delle diverse culture e afferma: “Riconosciamo i ricchi doni che i vicini provenienti da culture diverse portano alle nostre comunità”. Ricorda che il corpo di Cristo “è bello nella sua diversità” e che ogni parte “è preziosa e necessaria”. Il presule esprime preoccupazione per il clima creato dalle affermazioni del presidente, che hanno provocato timore nella comunità somala del Minnesota e proteste pubbliche, e ribadisce la vocazione dei cristiani a essere costruttori di unità. “Prego affinché insieme possiamo essere persone di accoglienza, rispetto e comprensione”, conclude il vescovo, invocando un linguaggio che custodisca la dignità di tutti.

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