“La tentazione è di pensare: ‘Ma sono sogni irrealizzabili: Isaia, il Giubileo, con tutte le indicazioni, la liberazione dei prigionieri, il riposo della terra, la cancellazione del debito… ma non dobbiamo prenderlo troppo sul serio’. Ma è la parola di Dio! La dobbiamo coltivare nel nostro cuore, come abbiamo detto la scorsa”. E’ quanto scrive don Renato Sacco, consigliere nazionale Pax Christi, su “L’Azione” di Novara nel secondo “focus” (su quattro) dal titolo “Il sogno di Isaia ci chiama a percorrere vie disarmate” che il settimanale dedica al tema della pace come sussidio per l’Avvento. Il sacerdote parte riflettendo dalla lettura di Isaia di domenica prossima – “il lupo dimorerà insieme con l’agnello.. il lattante si trastullerà sulla buca della vipera” – ed invita a tradurla nella vita familiare. “Sappiamo tutti come sia faticosa (ma anche molto bella) la vita in famiglia. Poi ci sono tante corse, il lavoro, la scuola. Non c’è mai molto tempo per fermarsi. Cerchiamo allora l’occasione per fermarci in modo da aprire le finestre della nostra casa per vivere con serenità quello che succede dentro le nostre mura e per guardare anche con occhi illuminati dalla fede quello che succede fuori”. “La famiglia diventa un luogo dove far entrare questo ‘sogno’ di un mondo nuovo, disarmato e disarmante”. Sacco riflette anche sulla possibilità di scaricare dal sito del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, un questionario sulla guerra: “se il tuo paese dovesse entrare in guerra tu ti arruoleresti?”. “Credo che sia davvero molto grave invitare i giovani ad abituarsi alla guerra”, argomenta il sacerdote. E sulla proposta di reintrodurre il servizio di leva, scrive: “Sono temi divisivi, dice qualcuno. Ma se vogliamo pace dobbiamo parlarne, non ignorarli”.