“La sfida di costruire la pace anche nel mondo digitale richiede il contributo di tutta la comunità cristiana”. Così don Oronzo Marraffa, consulente ecclesiastico Aiart e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali di Castellaneta, commenta la Nota pastorale della Cei “Educare a una pace disarmata e disarmante”, pubblicata oggi. Il sacerdote evidenzia che nella Rete “il linguaggio diventa più aggressivo”, che l’altro “viene ridotto a caricatura” e che si accetta “con pericolosa rassegnazione” la perdita di responsabilità nelle relazioni digitali. Per questo invita ad attivare “percorsi educativi rivolti a giovani, famiglie ed educatori sull’uso consapevole e responsabile dei media digitali”, capaci di sviluppare “discernimento critico” e di promuovere “una cultura della verifica e della responsabilità”. Don Marraffa richiama il rischio che l’intelligenza artificiale generi contenuti “indistinguibili dal reale” e denuncia la “confusione tra popolarità digitale e consenso reale”, che influisce sulla vita sociale e politica. Il sacerdote afferma che senza “una visione chiara della persona” non è possibile orientare l’agire digitale e avverte che la comunità ecclesiale può offrire “lo spazio di incontro autentico che va oltre la frammentazione digitale”. “I volti prima dei profili”, conclude don Marraffa, indica la via per abitare la Rete in modo umano e contribuire alla costruzione della pace.