Diocesi: Palermo, l’arcivescovo Lorefice nel decennale dell’ordinazione episcopale. “Camminiamo insieme, secondo l’ordine dell’amore”

Nel decennale della sua ordinazione episcopale, celebrato oggi nella Cattedrale di Palermo, mons. Corrado Lorefice ha rivolto alla Chiesa diocesana un ampio ringraziamento e un invito alla speranza, rileggendo dieci anni di ministero come un percorso condiviso: “Da dieci anni – ha detto – siete entrati nel mio cuore e da dieci anni busso e sono accolto nel vostro”.
Nell’omelia il presule ha ricordato l’eredità dei suoi predecessori, sottolineando che ogni vescovo è chiamato a portare “continuità e creatività”, leggendo i segni dei tempi e riportando al centro la freschezza del Vangelo. In un tempo segnato da guerre, violenze e ingiustizie, Lorefice ha richiamato le immagini bibliche della cecità e della sordità per indicare il rischio di chiudersi dinanzi al dolore del mondo. L’arcivescovo ha insistito sul ruolo dei cristiani come “samaritani delle creature”, chiamati a toccare le ferite degli altri e a costruire fraternità concreta. “Il Regno non è un miracolo, ma è l’imprevedibile atteso – ha affermato -, l’impossibile che accade, l’imprevisto impensabile, quando le donne e gli uomini della Terra, senza barriere di alcun tipo, diventano, come Gesù, samaritani delle creature, delle loro sorelle, dei loro fratelli”.
Rileggendo il Vangelo dei due ciechi, Lorefice ha evidenziato che la guarigione nasce da un grido comune e dalla fiducia: “Credete che io possa fare questo?”. La fede, ha spiegato, è consegnare il cuore, lasciarsi guidare dallo Spirito che intercede “con gemiti inesprimibili” per l’umanità ferita. Il presule ha poi richiamato il senso del cammino sinodale voluto da Papa Francesco e proseguito oggi dalla Chiesa universale: un invito a “camminare insieme” secondo “l’ordine dell’amore”, aperti al dialogo, alle differenze, alla costruzione della comunione. Affidando la diocesi a Maria, “Vergine fatta Chiesa”, mons. Lorefice ha concluso con un augurio: “Andiamo avanti insieme, certi che pregate per me e che io prego per voi nell’abbraccio del Fuoco d’Amore”.

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