Concerto con i poveri: mons. Frisina, “per la prima volta il Papa parteciperà a un concerto pubblico in Aula Paolo VI”

“Per la prima volta Papa Leone XIV parteciperà a un concerto pubblico in Aula Paolo VI, e per la prima volta un Pontefice presenzierà a questa nostra iniziativa. Sarà subito dietro ai poveri”. Lo ha detto mons. Marco Frisina, direttore del coro della diocesi di Roma e direttore artistico dell’iniziativa, presentando in sala stampa vaticana la sesta edizione del Concerto con i poveri, in programma domani in Aula Paolo VI. “La sua presenza non è soltanto motivo di emozione, ma un segno pastorale forte”, ha commentato il maestro: “Ci dice che la Chiesa riconosce nella bellezza un linguaggio capace di parlare al cuore, anche a quello ferito, e di generare speranza”. “Dare ai poveri qualcosa che normalmente non ricevono”: questo, ha ricordato il maestro, lo scopo originario dell’iniziativa, che si articolerà come un piccolo racconto di Natale. “La musica salva non solo chi la riceve, ma chi la fa”, ha spiegato Frisina: “Apriremo con la musica che dice la fede della Chiesa – canti antichi, pastorali popolari, inni alla gioia della nascita del Signore – per poi attraversare il grande repertorio sinfonico e contemporaneo”. “Sono grato a Serena Autieri, che accompagnerà anche per quest’anno il pubblico in questo viaggio, e in particolare a Michael Bublé, che ha accolto l’invito con sincera emozione”, ha detto il maestro: “La sua disponibilità a cantare davanti al Papa, per e con i Poveri, con un programma preparato appositamente per questa occasione, è un dono prezioso che testimonia quanto la musica possa unire mondi diversi”. “Ciò che dà valore a questo Concerto non sono i numeri o i nomi: sono le persone”, ha assicurato il direttore artistico dell’evento: “Oltre 3mila fratelli e sorelle indigenti, invitati come ospiti d’onore, ci ricordano che la prossimità non è un concetto astratto ma un volto, un incontro, una mano tesa. Anche la cena calda che riceveranno al termine del Concerto è un piccolo segno di cura che completa il linguaggio della bellezza con quello della concretezza”.

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