Progetto Policoro: mons. Baturi (Cei) al Parlamento europeo, “il samaritano che diventa politico, la società che fa un passo verso la politica”

(Foto Calvarese/SIR)

“Magari quel Samaritano è diventato politico, magari in Europa, e ha cominciato a pensare che quelle due monete potessero essere detassate, o che si potesse organizzare un 118 per salvare il malcapitato anche quando non passa un samaritano”. Con questa immagine vivace mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, ha voluto sintetizzare il senso della “carità politica” nel suo intervento al Parlamento europeo per i 30 anni del Progetto Policoro. “La politica – ha spiegato – è un’altissima vocazione, quella di chi organizza la realtà sociale in vista del bene comune”. Per mons. Baturi, la società “ha bisogno di fare un passo avanti verso la politica, per sentire la propria nobilissima vocazione di trasformare il dato presente e renderlo più degno dell’uomo”. Un riconoscimento, ha detto, anche ai tanti che operano nel solco del Progetto Policoro: “Fare il bene rende buoni, rende migliori. Non è un gesto meccanico, ma una trasformazione del cuore”. Richiamando la nascita del progetto dopo il Convegno ecclesiale di Palermo del 1995, mons. Baturi ha ricordato come “il Policoro sia frutto della volontà della Chiesa di connettere evangelizzazione e testimonianza”, secondo il triplice asse “parola, sacramento, testimonianza”. “Ogni distacco tra parola, sacramento e testimonianza – ha citato – impoverisce e rischia di deturpare il volto dell’amore di Cristo. Al contrario, la loro connessione restituisce la bellezza del suo volto, che è un bene per tutti”. In un’Europa che vive il Giubileo, mons. Baturi ha infine richiamato il compito dei credenti: “Trasformare i segni dei tempi in segni di speranza, costruendo una comunità che si prenda cura, come il samaritano, dell’uomo ferito sul ciglio della strada”.

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