Papa in Grecia: Len Meachim (volontario), “i nostri fratelli e sorelle hanno portato nuova vita nella nostra comunità”

“I nostri fratelli e sorelle hanno portato nuova vita nella nostra comunità, e non solo in termini di numero”. È un omaggio agli ospiti dell’hot spot di Lesbo, quello tributato da Len Meachim, volontario nel campo. “La forza della loro fede e della loro speranza, nonostante le sofferenze del passato e del presente, nonostante la loro ansiosa incertezza sul futuro, è stata un esempio per noi”, ha testimoniato: “Hanno arricchito la nostra fede con la loro gioia, il loro entusiasmo, la loro vitalità giovanile e la loro partecipazione attiva”. “La nostra comunità ha anche offerto sostegno materiale a coloro che chiedono asilo, a coloro a cui è stato concesso, a coloro che condividono la nostra fede e a coloro che non la condividono”, ha raccontato Len: “Essendo una comunità piccola, non avremmo potuto farlo senza il sostegno pratico degli amici sull’isola e il sostegno finanziario degli amici altrove. Siamo loro molto grati. Siamo anche grati ai rifugiati stessi: avremmo ottenuto ben poco senza l’aiuto di alcune persone eccezionali tra loro; persone che sono fuggite dal loro Paese, uomini e donne, con o senza credenze religiose, ma tutti accomunati da una profonda compassione per i loro fratelli e sorelle, persone capaci, responsabili, con doti e qualità; ci hanno offerto un aiuto inestimabile, un aiuto senza aspettative di ricompensa personale”. “I richiedenti asilo vengono qui con la speranza di una nuova vita, una vita degna di essere vissuta”, ha concluso il volontario: “I nostri amici alla fine lasciano noi e quest’isola, continuando il loro viaggio. È mia profonda speranza che una mano di amicizia sia loro tesa e li sostenga quando raggiungono la destinazione finale, la terra promessa: loro hanno tanto da offrirci quanto noi abbiamo da offrire loro”.

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