Anniversario Leone XIV: Ccee, “ha sempre chiamato l’Europa a lavorare per la pace, difendere la dignità della persona e promuovere il dialogo”

“Leone XIV, sin dall’inizio del pontificato, ha parlato di una ‘pace disarmata e disarmante’, un tema cruciale in un continente europeo che da ormai cinque anni è alle prese con la guerra in Ucraina ma anche con le conseguenze dei vicini conflitti in Medio Oriente e, più recentemente, nel Golfo”. È la presidenza del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) a tracciare in una Dichiarazione diffusa oggi i tratti più significati del pontificato di Papa Leone nel suo primo anniversario dell’elezione. La presidenza dei vescovi europei ricorda che da prefetto del Dicastero per i vescovi, il cardinale Robert Francis Prevost ha partecipato a diversi incontri del Ccee e conosce le grandi sfide del continente europeo. “In questo primo anno di pontificato – sottolinea la nota –, Papa Leone XIV non ha guardato all’Europa come una semplice costruzione istituzionale, l’ha descritta come un soggetto storico con responsabilità globale, una comunità di popoli chiamata a ritrovare il senso della propria vocazione alla pace, a difendere la dignità della persona e promuovere il dialogo”.
Il Ccee ripercorre i pronunciamenti più importanti di Papa Leone. “Abbiamo rivisto la centralità di Cristo in ogni appello, ogni discorso, ogni omelia di Papa Leone in questo primo anno di pontificato. Lo abbiamo seguito a Nicea, dove ha ricordato il 1700º anniversario del Primo Concilio Ecumenico, e lo abbiamo accompagnato con la preghiera in Libano, il “Paese messaggio” da cui deve partire un nuovo monito di pace. Ma abbiamo anche guardato con interesse al viaggio di Leone XIV in Africa, consapevoli che il suo invito ad abbattere gli ostacoli allo sviluppo umano integrale interroga prima di tutto il continente europeo, che oggi si trova di fronte ad una nuova ondata di secolarizzazione e alla necessità di rispondere con realismo cristiano all’avanzare dei nuovi populismi”.
“Oggi non vogliamo solo rendere omaggio al Papa che sa guardare al continente europeo con chiarezza – scrivono i vescovi europei –, vogliamo anche rendere omaggio all’agostiniano Robert Prevost, che si è proclamato “figlio di Sant’Agostino” fin dall’8 maggio 2025”. Il Ccee ricorda a questo proposito che in uno dei suoi testi da agostiniano, recentemente pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana nel volume “Liberi sotto la grazia”, Prevost chiosava: “Anche noi, dunque, siamo chiamati a porci una domanda fondamentale: in che modo la nostra visione o la nostra esperienza di Dio incidono sulla nostra vita e sul nostro ministero? Se consideriamo la nostra condizione e quella della Chiesa in Europa, emergono serie preoccupazioni, soprattutto in riferimento a ciò che ci riserva il futuro”. “Quella domanda è valida ancora oggi, la sentiamo viva e presente nel pontificato di Leone XIV e la vogliamo accogliere come parte della nostra riflessione di vescovi e pastori”, afferma la presidenza Ccee. “Non vediamo l’ora di continuare a raccogliere gli stimoli che il Papa ci darà, aspettiamo ancora grandi discorsi sulle questioni europee – sappiamo che c’è un invito aperto perché il Papa parli al Parlamento Europeo a Strasburgo – e siamo pronti ad impegnarci con il Papa, grati per il suo magistero europeo e ancora di più per il suo magistero universale”.

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