“Benvenuto nella ‘Città di Maria’ e del Rosario, la Città della Supplica, la preghiera che, per ineffabili vie, ha condotto Vostra Santità tra noi, nel giorno del primo anniversario dell’elezione al soglio pontificio”. È il saluto di mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio del santuario, al Papa, che ha fatto il suo ingresso nella Sala Luisa Trapani del “Tempio della carità” abbracciando per prima cosa i malati. “Nei passi iniziali della Sua Visita Pastorale si apre la porta del “Tempio della Carità” che, dall’8 maggio 1887, fa sintesi dei valori che hanno sostenuto la nascita e lo sviluppo della ‘Nuova Pompei’, ha proseguito il vescovo: “Quel giorno i fondatori, san Bartolo Longo e la consorte Marianna Farnararo De Fusco, inaugurarono l’Orfanotrofio femminile, accanto al ‘Tempio della Fede’, in cui veniva solennemente incoronata e intronizzata la venerata immagine della Madonna”. Nel “Tempio della carità”, ha sottolineato mons. Caputo, opera oggi “una stupenda comunione di carismi a servizio di persone ferite da situazioni di disagio sociale e bisognose di sostegno materiale e spirituale”. Nella messa e nella Supplica, che faranno seguito a questo incontro, ha detto il presule, “saremo confortati in un impegno che è l’essenza stessa della nostra vocazione di devoti pompeiani che, con la corona del Rosario in mano, desideriamo lasciarci guidare da Maria sulle orme del Risorto”, per “dilatare gli spazi di quella Carità che, per la ‘Nuova Pompei’, non è solo punto di riferimento, ma crocevia di speranza, come ascolteremo, ora, dalle testimonianze di alcune colonne viventi del Tempio della Carità”.