“Riuniti in qualità di membri delle comunità cattoliche delle Chiese del Sud del mondo e dell’Europa, leviamo la nostra voce in questo momento cruciale della storia. I segni dei tempi sono innegabili: negli ultimi tre anni si è verificato un rallentamento globale senza precedenti, un indicatore chiaro dell’intensificarsi del riscaldamento del sistema climatico causato dall’uomo”. Lo affermano i rappresentanti della Chiesa cattolica dei cinque Continenti, nel Manifesto delle Chiese del sud del Mondo per la nostra casa comune, presentato pubblicamente oggi, nel corso di un webinar globale.
L’incontro virtuale, intitolato “Presentazione del Manifesto delle Chiese del sud del mondo e dell’Europa per la nostra casa comune: verso la pace con il creato: un appello urgente per una transizione giusta oltre i combustibili fossili”, ha riunito rappresentanti delle comunità cattoliche di Africa, America Latina e Caraibi, Asia, Oceania ed Europa per riflettere sulla crisi climatica e sul ruolo delle Chiese nella difesa del creato. “Come Chiese in cammino dell’Africa, dell’America Latina, dei Caraibi e dell’Asia – si legge nel manifesto -, siamo testimoni del fatto che il cambiamento climatico non è solo una crisi ambientale, ma anche la conseguenza di modelli di produzione e consumo insostenibili e di un’«economia che uccide», che si esprimono come una crisi anche sociale, culturale e spirituale che minaccia la dignità umana e la pace. La scienza è chiara: la causa principale di questo collasso imminente è la combustione su larga scala e continua di carbone, petrolio e gas, che rappresentano l’86% delle emissioni di anidride carbonica nel decennio 2010-20194”.
Pertanto, guidati dall’opzione preferenziale per i poveri e dalla cura del creato descritte nella Dottrina Sociale della Chiesa, dichiariamo il nostro sostegno incondizionato a una transizione giusta e lanciamo un forte appello ai governi del mondo, affinché adottino un trattato che fermi la proliferazione e abbandoni i combustibili fossili come imperativo morale e politico”.