“Fratel Gian Carlo Sibilia è arrivato a Spello nel 1965 per iniziare con altri giovani un tempo di discernimento vocazionale presso la fraternità dei Piccoli Fratelli del Vangelo, guidato da fratel Carlo Carretto. Era un giovane che proveniva dal mondo dell’Azione cattolica ed era nei quadri della presidenza dell’associazione, innamorato della Chiesa oltre che del Signore”. È il priore generale dei Piccoli Fratelli Jesus Caritas, fratel Gabriele Faraghini, a ricordare per il Sir il fondatore, fratel Gian Carlo Sibilia, morto la scorsa notte. “Giancarlo era entusiasmato dall’aria nuova del Concilio Vaticano II e desideroso di servirla con tutta la sua vita. Incontrandosi con fratel Piero Saffirio, che aveva questa stessa sensibilità, incoraggiati e guidati da fratel Carlo Carretto e da fratel Renè Voillaume, fondatore dei Piccoli Fratelli di Gesù e del Vangelo, iniziano a sperimentarsi in un’esperienza di fraternità al servizio della Chiesa locale vivendo per due anni a Bologna nella vivace Chiesa presieduta dal cardinale Giacomo Lercaro, il quale era molto attento al soffio dello Spirito nel Concilio”.
Fratel Faraghini prosegue nel ricordo: “Dopo questo rodaggio, è nata nella parrocchia di Santa Croce a Spello l’esperienza di vita che ha portato poi alla nostra comunità religiosa. Prendo in prestito le parole dal padre Voillaume per parlare del nostro specifico all’interno della famiglia Charles de Foucauld: ‘Vi trovo veramente tutto ciò che speravo di poter trovare un giorno nei discepoli di fratel Charles: vero inserimento nella vita anche parrocchiale, consacrandosi in tutta libertà all’evangelizzazione e poi una base monastica di vera preghiera contemplativa, perché questi due aspetti di evangelizzazione nello spirito di Charles de Foucauld e una vita contemplativa mi sembrava dovessero essere veramente incarnati ed espressi in una forma di vita simile a quella che voi inaugurate’”.
Il priore aggiunge: “Questa la bella intuizione di fratel Gian Carlo: unire alla pastorale, la vita comune e una solida base di preghiera. Speriamo, ora che è tra i nostri fratelli del Paradiso, di saper noi continuare a portare avanti questo sogno! Siamo chiamati a custodire con amore e dedizione questa eredità ora che il nostro fratello ha terminato il suo pellegrinaggio terreno e ha raggiunto la ‘fraternità del Paradiso’, come amava chiamarla lui stesso”.