“Sempre, ma in modo speciale nelle circostanze drammatiche di guerra, come quelle che stiamo vivendo, l’informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda”. Lo ha detto il Papa, salutando i membri della redazione del Tg2 della Rai, ricevuti in udienza in occasione del 50° anniversario del telegiornale della seconda rete nazionale. “E il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale”, ha proseguito Leone XIV: “Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni; mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame”. “Nella storia del Tg2 hanno convissuto posizioni culturali diverse”, ha inoltre osservato Leone XIV: “Questa diversità, specie quando è stata animata da spirito di amicizia, è stata un valore aggiunto della vostra identità, una ricchezza, un esempio di dialogo, che può dirci molto ancora oggi, in un tempo dominato dalle polarizzazioni, dalle chiusure ideologiche, dagli slogan, che impediscono di vedere e di comprendere la complessità della realtà”. Sì, allora, alla “laicità intesa come rifiuto degli apriori ideologici e come sguardo aperto sulla realtà”, senza la quale non può esserci ‘né vera libertà né sano pluralismo’.