La prevenzione degli abusi “non è mai solo un insieme di protocolli o procedure”: “si tratta piuttosto di contribuire a formare, in tutta la Chiesa, una cultura della cura, in cui la tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non sia vista come un obbligo imposto dall’esterno, ma come una naturale espressione di fede”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontifica Commissione per la Tutela dei minori. “Ciò richiede quindi un processo di conversione in cui le sofferenze degli altri siano ascoltate e ci spingano ad agire”, ha spiegato Leone XIV, secondo il quale “le esperienze delle vittime e dei sopravvissuti sono punti di riferimento essenziali”: “Sebbene siano certamente dolorose e difficili da ascoltare, portano alla luce con forza la verità e ci insegnano l’umiltà mentre ci sforziamo di assistere le vittime e i sopravvissuti”. “È proprio attraverso il riconoscimento del dolore provato che si apre un percorso credibile di speranza e rinnovamento”, ha affermato il Pontefice, auspicando “l’integrazione di un approccio multidisciplinare e articolato, in dialogo con i Dicasteri e le altre istituzioni che esercitano la propria responsabilità nei vari ambiti legati alla tutela”.