Arte e fede: da Spilimbergo a Gerusalemme

(Spilimbergo) Da Spilimbergo a Gerusalemme. E’ solo uno degli “itinerari” compiuti dalla Scuola Mosaicisti del Friuli, l’unica scuola al mondo per artigiani specializzati del mosaico, nata nel 1922 e oggi frequentata da 70 aspiranti maestri del mosaico provenienti da 15 Paesi, il 75% dei quali oggi sono donne, in un mestiere considerato fino agli Anni Sessanta esclusivamente maschile. E ad una donna, Ivana Spilimbergo, è intitolata la Scuola, oggi visitabile tutti i giorni, compresa la domenica. “La selezione è durissima, ma a tutti garantiamo un lavoro”, spiega il presidente, Stefano Levinson. Entrando nella Scuola, gli antichi attrezzi del mestiere,  riportano alla memoria una tradizione secolare che oggi si coniuga con l’innovazione grazie all’incontro tra artisti, progettisti e designers e la continua sperimentazione tramite l’utilizzo delle tecnologie più innovative che caratterizzano la contemporaneità. Tra le prime opere prodotte figura l’intero complesso musivo – circa 1omila metri quadrati, il più grande del mondo – del Foro Italico di Roma. Il rivestimento musivo della cupola del Santo Sepolcro a Gerusalemme (mq. 345 circa) è un’opera interamente realizzata all’interno della Scuola, tramite un lavoro di squadra che caratterizza tutto il percorso triennale. Oltre alla collbaborazione con il Laboratorio di Restauro Mosaici dei Musei vaticani e con la Fabbrica di San Pietro, numerose sono  le opere realizzate in collaborazione con architetti e designers, sia italiani che di altre nazionalità in giro per il mondo. Basti pensare al grande mosaico “Saetta iridescente” per la nuova stazione della metropolitana Temporary Word Center Path Sation (Ground Zero) di New York; alla pavimentazione musiva della Piazza della Transalpina tra Gorizia e Nuova Gorica; al ciclo musivo per la Chiesa di San Lorenzo (L’Aquila); alla “Bibbia a cielo aperto- Il Vecchio Testamento” per il Comune di Ceccivento (Udine). Recentemente, anche la diocesi di Otranto ha firmato una committenza musiva per il Duomo. Qui a Spilimbergo gli studenti spesso vivono nello stesso appartamento: come Valeria e Maria, due ragazze rispettivamente ucraina e russa che sono venute a Spilimbergo per frequentare la Scuola e poi hanno deciso di restare. Grazie all’accoglienza di questo angolo di Friuli, hanno allontanato i fantasmi della guerra.

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