Diocesi: Pordenone, verso la Capitale italiana della Cultura 2027 

(Pordenone) Si chiama “Open Patrimonio” ed è un progetto per riscoprire, tramite mostre, visite guidate e l’apertura di alcune chiese, il patrimonio di arte sacra salvato e ritrovato nelle chiese della diocesi di Concordia-Pordenone, a partire dal lascito di uno dei suoi artisti, il Pordenone (Giovanni Antonio de’ Sacchis), considerato il più grande pittore friulano del Rinascimento. È una delle iniziative messe in campo a Pordenone nel cammino verso l’appuntamento del 2027, che vedrà la città friulana Capitale italiana della Cultura. A illustrarla a un gruppo di giornalisti di varie testate nazionali e internazionali è stato l’assessore alla cultura del Comune di Pordenone, Alberto Parigi. Ed è proprio il palazzo sede del Comune, affiancato dal campanile della basilica di San Marco, a fare da sfondo al logo scelto per le iniziative organizzate in vista dell’importante appuntamento, che vede una stretta collaborazione tra la diocesi e gli enti comunali anche per celebrare un anniversario che ha segnato la vita di questo territorio: i 50 anni dal terremoto del 6 maggio 1976, che ha raso al suolo Gemona, provocato quasi un migliaio di morti in un minuto e colpito duramente il Friuli, coinvolgendo oltre cento paesi nelle province di Udine e Pordenone. Le iniziative principali si terranno quest’anno a maggio, mese dell’anniversario, e a settembre, il mese in cui si registrò un’altra scossa di assestamento della stessa intensità. Il 13 settembre, a Spilimbergo, è in programma una messa di commemorazione, presieduta dal vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini. “Pordenone è fuori dai fari nazionali”, ha detto l’assessore: “è uno dei motivi che ci ha spinto a sottoporre la nostra candidatura a Capitale italiana della Cultura”. In una città di 50mila abitanti, la densità e la qualità degli eventi culturali sono molto alte: basti pensare a manifestazioni come “Pordenonelegge”, al Palazzo del Fumetto, alle Giornate del Cinema Muto e a “Dedica Festival”, iniziativa letteraria – in corso proprio in questi giorni – che ogni anno dedica una settimana a un grande autore, approfondendone la produzione tramite interviste ad addetti ai lavori e appuntamenti aperti al pubblico, come concerti o spettacoli teatrali nelle scuole e nelle università. “Abbiamo voluto presentare il dossier della candidatura non come un ‘eventificio’, ma come un progetto che inizia e vuole lasciare un’eredità”, ha spiegato Parigi. Sono 46 i comuni del territorio coinvolti, per un totale di 51 progetti, tra cui spiccano quelli di rigenerazione urbana, con un ecomuseo lungo il fiume Noncello e un polo museale in una villa veneta abbandonata. Gli abitanti di Pordenone, inoltre, avranno la possibilità di riappropriarsi di luoghi come la Casa del Mutilato, che diventerà un museo interattivo multimediale.
© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo