Esercizi spirituali in Vaticano: mons. Varden, “la conoscenza dell’amore di Cristo ha fatto di Bernardo un dottore e un santo”

“Ogni cibo dell’anima è arido, se non è intriso di quest’olio; è insipido se non è reso gustoso con questo sale. Se scrivi, per me non ha sapore, se non vi leggerò Gesù. Se discuti o discorri, per me non ha sapore, se non vi risuonerà Gesù. Gesù, miele nella bocca, melodia nell’orecchio, giubilo nel cuore”. Lo ha detto mons. Erik Varden, citando san Bernardo, nella meditazione “San Bernardo realista”, tenuta ieri pomeriggio nell’ambito degli esercizi spirituali quaresimali della Curia romana, nella Cappella Paolina in Vaticano. Il predicatore ha tracciato la maturazione spirituale di Bernardo: da idealista intransigente a realista misericordioso, capace di riconoscere in ogni vicenda umana “un grido che implora misericordia”. Bernardo, ha spiegato mons. Varden, considerava Gesù “nientemeno che un principio ermeneutico”, leggendo situazioni, persone e relazioni “rigorosamente alla luce di Gesù”: una prospettiva che gli guadagnò ammiratori ben oltre l’ovile cattolico, da Martin Lutero a John Wesley. “La conoscenza della realtà assoluta dell’amore di Cristo e del suo potere di cambiare ogni cosa”, ha concluso il predicatore, “ha fatto di Bernardo un dottore e un santo. Ed è per questo che lo amiamo e lo onoriamo”.

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