Esercizi spirituali in Vaticano: mons. Varden, “un incontro angelico è personale, non può essere sostituito da un download o da un chatbot”

“Un incontro angelico è personale. Non può essere sostituito da un download o da un chatbot”. Così mons. Erik Varden nella meditazione “Gli angeli di Dio” tenuta questa mattina nell’ambito degli esercizi spirituali quaresimali della Curia romana, nella Cappella Paolina in Vaticano. Riprendendo san Bernardo nel commento al Salmo 90, il predicatore ha sottolineato il ruolo degli angeli come mediatori della provvidenza di Dio: “Scendi e mostra misericordia al tuo prossimo; e di nuovo, elevando con il medesimo angelo i tuoi desideri, sfòrzati di ascendere con tutta la cupiditas della tua anima alla somma ed eterna verità”. Mons. Varden ha ricordato che gli angeli non sono lì per assecondare i nostri capricci: sono prima di tutto custodi della santità. Nell’ora della morte, ha spiegato, manifesteranno la loro natura più profonda: “Non possono essere vinti né sedotti, e tanto meno possono sedurci”. Il predicatore ha quindi evocato la figura del beato John Henry Newman, ora Dottore della Chiesa, che concepiva il ministero sacerdotale come angelico e ci chiede “di riscoprire l’insegnante come illuminatore angelico”: una sfida profetica, ha osservato, “in un tempo in cui la cosiddetta istruzione è affidata ai media digitali, anche artificiali, mentre i giovani desiderano incontrare insegnanti degni di fiducia, che possano impartire non solo abilità ma saggezza”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa