Argentina: Università Cattolica, “poca domanda di lavoro, povertà ridotta solo debolmente, ma diventata cronica”

L’Argentina sta attraversando un ciclo di transizione economica profondo e turbolento. Lo rivela il rapporto dell’Osservatorio del debito sociale dell’Università Cattolica Argentina (Odsa-Uca), pervenuto al Sir, intitolato “Stabilizzazione, nuovo ciclo e debiti sociali persistenti”. Lo studio offre uno sguardo critico sulla realtà del paese tra il 2023 e il 2025, mettendo in luce le ombre di un modello che punta alla macro-stabilizzazione a fronte di costi sociali altissimi.
L’analisi introduttiva descrive il programma dell’attuale Governo Milei come l’antitesi del precedente. Tuttavia, gli studiosi avvertono che questa “distruzione creativa” genera, inevitabilmente, “vincitori e perdenti”. Il rapporto è netto: il modello richiede una riconversione profonda, che implica “disoccupazione strutturale, consolidamento dell’informalità e cristallizzazione della povertà cronica”.
Le cifre sulla povertà restano allarmanti, nonostante un “recupero statistico” dovuto alla frenata dell’inflazione. Nel 2025, la povertà monetaria si attesta al 36,2% secondo i dati Edsa-Odsa, mentre l’indigenza colpisce il 9,5% della popolazione. Oltre il 40% dei minori tra i 13 e i 17 anni vive in povertà, un fenomeno di “infantilizzazione delle privazioni” che compromette il futuro del Paese. Le politiche liberiste hanno favorito settori come l’agrominerario e il tecnologico, che però hanno una “bassa domanda di lavoro”. Questo sta spingendo ampi segmenti sociali verso “l’autoimpiego di sussistenza”. A oggi, l’occupazione informale ha raggiunto il 45% del totale degli occupati. L’incertezza si riflette nelle percezioni: il 43% degli argentini ritiene che la propria situazione economica sia peggiore di quella dei genitori. Senza politiche industriali e di credito inclusivo, l’Odsa-Uca avverte che la stabilizzazione potrebbe derivare in un ordine sociale “più diseguale, con minore mobilità ascendente e una società disciplinata dalla sopravvivenza”.

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