In un tempo attraversato da rapide trasformazioni tecnologiche, culturali e sociali, “Vita Pastorale” apre il numero di marzo con l’editoriale di Antonio Sciortino, “Intelligenza artificiale tra rischi e vantaggi”, che affronta senza demonizzazioni una delle grandi sfide del presente, invitando a guidare l’innovazione e non a subirla, nel solco della responsabilità etica e umana.
Attorno a questo tema si sviluppa una riflessione più ampia sulla qualità dell’informazione, sulla manipolazione della realtà e sul ruolo del giornalismo come presidio di verità, mentre Paolo Curtaz, con “I missionari digitali. Una nuova realtà ecclesiale”, racconta come la Chiesa stia imparando ad abitare il digitale non solo come spazio comunicativo, ma come autentico luogo di relazione e testimonianza.
Lo sguardo si allarga poi ai nodi irrisolti della storia e dell’attualità. L’inchiesta di Marcello Cozzi, “Chiesa-mafia: i preti uccisi dalla malavita”, riporta al centro il coraggio profetico di chi ha “interferito” con sistemi di potere violento, mentre mons. Derio Olivero, in “Ecumenismo per la pace”, richiama l’urgenza di percorsi condivisi in un mondo segnato da conflitti e polarizzazioni.
Il dossier “Quale vescovo per un Chiesa sinodale?”, dedicato al Convegno di Camaldoli, interroga infine il futuro della leadership ecclesiale, chiamata sempre più all’ascolto, alla prossimità e alla corresponsabilità.