Giorno del Ricordo: Valastro (Croce Rossa), “le crisi dei nostri giorni richiamano i drammi del passato” 

“Troppo spesso, nei conflitti e nelle gravi crisi dei nostri giorni, la Dignità umana e il Diritto Internazionale Umanitario non vengano rispettati. Assistiamo ad orrori che riportano alla memoria i drammi del passato, come se non avessimo imparato nulla dalle pagine buie scritte nel secolo scorso. Per questa ragione diventa fondamentale non dimenticare nulla di quello che è stato. E per questo oggi ricordiamo le vittime delle foibe e il dramma dell’esodo istriano, quando, negli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale, migliaia di persone vennero private della loro Dignità oltre che delle loro vite”. Sono le parole di Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, oggi, 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo. “Con davanti agli occhi quanto accaduto in uno dei momenti più tristi del nostro recente passato, dobbiamo trovare la forza per ribadire che nessuno dovrebbe usare la violenza per piegare i popoli, per imporre il proprio volere su deboli e indifesi, per discriminare gli esseri umani a causa della loro etnia, religione, appartenenza”.

La Croce Rossa realizzò dei report che documentarono gli orrori di quegli anni, un periodo drammatico anche per operatori dell’Associazione che vennero arrestati proprio mentre prestavano soccorso alla popolazione e dei quali non si seppe più nulla. Il Comitato internazionale della Croce Rossa fu impegnato duramente per la liberazione dei prigionieri italiani nei campi di concentramento e nel supporto ai civili in fuga da quelle violenze. “Le torture e le persecuzioni consumate tra Istria, Fiume e Dalmazia, la fuga dal confine orientale, devono rappresentare per tutti noi un monito a non ricadere mai più in quegli errori che portarono, tra il 1943 e il 1945, all’uccisione di migliaia di persone: donne, uomini, bambine e bambini gettati, in alcuni casi ancora vivi, nelle foibe e all’oblio al quale per anni vennero condannati i profughi che trovarono rifugio in Italia”, ha concluso Valastro.

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