“La Camera dei deputati si unisce oggi al commosso ricordo dei tanti connazionali vittime dell’eccidio delle foibe e dell’esodo forzato dei giuliani, dei fiumani, dei dalmati e degli istriani nel secondo dopoguerra. La complessa vicenda del confine orientale costituisce una delle pagine più dolorose della nostra storia”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, nel suo indirizzo di saluti rivolto nell’Aula di Montecitorio in occasione della celebrazione del “Giorno del Ricordo”.
“Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l’armistizio dell’8 settembre. A migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue”, ha proseguito la terza carica dello Stato, ricordando che “una sorte non meno funesta toccò alle tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre, alcune anche prima dell’invasione delle truppe jugoslave. Private di ogni bene e della propria identità, divennero esuli nella loro stessa patria, ritrovandosi senza certezze per il futuro. Emblematico fu il caso della città di Pola, dove tanti cittadini scelsero di partire quando apparve chiaro che i negoziati di pace non avrebbero assegnato quel territorio all’Italia”. “Questo non bastò a fermare gli episodi di violenza”, ha continuato Fontana: “Lo dimostrò la strage sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che causò la morte di oltre cento italiani e di cui ricorre quest’anno l’80° anniversario. La popolazione italiana pagò il prezzo più caro di una contesa territoriale esasperata dai risvolti della sconfitta bellica”. “Ma nessuna disputa ideologica o politica – ha ammonito – potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi. È questa una convinzione che deve trovarci tutti concordi per fare fronte comune contro qualsiasi tentativo di giustificazione o di negazione di quei crimini. Solo così sarà possibile commemorare quanti persero la vita e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia ai superstiti e ai loro familiari”. “A distanza di tanti anni da quei tragici eventi, un profondo sentimento di vicinanza continua a legarci alle tante comunità che subirono quel massacro, per troppo tempo offuscato da un ingiusto silenzio cui il Parlamento italiano ha cercato di porre rimedio istituendo il Giorno del Ricordo”, ha sottolineato il presidente della Camera, rilevando che “quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati.” Confrontarci con le tragedie del passato ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società – l’esortazione di Fontana – dove non ci sia posto per alcuna discriminazione e intolleranza, da consegnare in eredità alle giovani generazioni. Mi auguro dunque che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto”.