“Sono il Vicario di Cristo in terra, ma il potere che ho sulla mia agenda è zero”. Con questa frase, che “amava ripetere Papa Francesco”, pronunciata a braccio e in tono scherzoso, il Papa si è scusato del ritardo con cui ha cominciato l’udienza concessa ai sacerdoti e monaci delle Chiese ortodosse orientali, in visita di studio. “Le differenze storiche e culturali nelle nostre Chiese – ha affermato Leone XIV nel suo discorso in inglese – rappresentano un meraviglioso mosaico della nostra condivisa eredità cristiana, che è qualcosa che tutti possiamo apprezzare. Nello stesso tempo, dobbiamo continuare a sostenerci l’un l’altro, in modo che possa crescere la nostra fede in Cristo, che è la vera fonte della nostra pace”. “Ciò richiede che dobbiamo imparare a disarmare noi stessi”, l’invito sulla scorta del Patriarca Atenagora, “un pioniere del movimento ecumenico”. “Quando rimuoviamo i pregiudizi che portiamo con noi stessi e disarmiamo i nostri cuori, cresciamo in carità, lavoriamo insieme più vicini e rafforziamo i ostri vincoli di unità in Cristo”, ha assicurato il Pontefice.
- (Foto Vatican Media/SIR)
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