Uno studio, pubblicato sulla rivista Child Development, dimostra come i bambini che più spesso mangiano da soli sono in grado, già ad un anno, di sviluppare competenze comunicative più avanzate. La ricerca è frutto della collaborazione tra l’Università di Roma Tor Vergata, Sapienza Università di Roma e l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr. Mangiare da soli, si legge in un comunicato della Sapienza, non è solo una tappa motoria: durante il pasto “il bambino osserva, imita, interagisce e partecipa alla vita familiare, attivando processi cognitivi e socio-emotivi cruciali”. La ricerca, condotta su quasi 200 bambini, evidenzia che chi mangia più spesso senza aiuto produce un numero maggiore di vocalizzazioni e gesti, segnali precoci di comunicazione. Ancora più sorprendente, questa relazione si mantiene nel tempo: a 24 mesi questi bambini hanno una probabilità doppia di formulare frasi. Secondo le ricercatrici, l’autonomia alimentare “favorisce lo sviluppo delle abilità motorie fini, che a loro volta sostengono competenze come attenzione condivisa, imitazione, uso di strumenti e apprendimento dei nomi degli oggetti, tutti elementi chiave per il linguaggio”. I risultati suggeriscono che incoraggiare l’alimentazione autonoma fin dalle prime fasi dello svezzamento può stimolare in modo dinamico e reciproco lo sviluppo motorio e comunicativo, offrendo a pediatri e genitori indicazioni utili per integrare pratiche quotidiane che sostengano la crescita globale del bambino.