“L’impegno ad una nuova alfabetizzazione della tecnologia e di quanti la usano, perché emerga sempre più il valore assoluto della persona e delle sue dimensioni originali e profonde”. È questo, secondo Giovanni Baggio, presidente dell’Aiart (Associazione spettatori), il senso autentico del messaggio di Papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Il Pontefice – spiega Baggio – ci invita ad entrare nell’era digitale a testa alta per vivere con consapevolezza il rapporto con la tecnologia. Ci chiede di ‘custodire voci e volti umani’ e da queste parole si percepisce l’idea di una comunicazione come ‘canale vivente’ di empatia e responsabilità morale”. Per don Oronzo Marraffa, assistente ecclesiastico nazionale dell’Aiart, il messaggio “rappresenta una sfida a non rassegnarsi a una comunicazione disincarnata: dietro ogni profilo c’è una persona, una storia, un volto che merita di essere custodito”. Don Marraffa sottolinea che “il Papa ci ricorda che la tecnica non è un destino ineluttabile a cui sottomettersi, ma un campo di esercizio maturo della libertà”. È sull’educazione, aggiunge, “che si gioca la partita decisiva: dobbiamo accompagnare soprattutto le giovani generazioni a riscoprire che il volto dell’altro è sacro”.