(Da Bari) “L’arrivo a questo patto e a questa firma non è stato determinato da un’indicazione superiore o da una necessità di recuperare un ritardo come chiese d’Italia ma da un cammino che avete fatto insieme e che ha portato oggi a dire una parola comune”. È mons. Flavio Pace, segretario del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani a sintetizzare i lavori dei laboratori che hanno impegnato oggi i 120 delegati del Simposio delle chiese cristiane in Italia. I delegati hanno presentato una sintesi dei lavori. Hanno lavorato su 4 tematiche: l’ecumenismo come “grammatica della pace”, come “dono per lo spazio pubblico”, come “cura della spiritualità”, come “sapienza delle differenze”
“Certamente – ha detto mons. Pace – quello che è emerso, è una dimensione trasversale di umiltà”.
Un metodo di lavoro che “sa andare fino in fondo nell’ascolto dell’altro”. Si tratta di “un’esperienza che ci porta fuori dai nostri confini delle nostre chiese”. Sempre più l’ecumenismo è chiamato a uscire dai “circoli e dalle commissioni di élite” per entrare “in mezzo alle nostre comunità dove possono vedere che i loro leader non solo si trovano insieme ma pregano insieme e sono amici”. “Con il Patto che è stato siglato qui a Bari – ha proseguito mons. Pace –abbiamo una responsabilità di un servizio alla comunione”. In Cattedrale è stato annunciato che il prossimo Simposio delle chiese in Italia si terrà a Firenze nel 2028.