San Francesco di Sales: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone) ai giornalisti, “custodire voci e volti umani la grande responsabilità della comunicazione”

“Custodire voci e volti umani: è questa oggi la grande responsabilità della comunicazione” è il messaggio che il vescovo di Concordia-Pordenone Giuseppe Pellegrini ha rivolto ai giornalisti e agli operatori dell’informazione nel corso della celebrazione presieduta questa mattina nella cappella della Curia di Pordenone, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
Richiamando la figura del santo, scelto nel 1923 come patrono per il suo stile comunicativo gentile, rispettoso e capace di leggere i cambiamenti del tempo, il vescovo ha sottolineato come la comunicazione non possa ridursi a un semplice trasferimento di dati, ma richieda sempre giudizio umano, responsabilità etica e attenzione alle persone.
Il riferimento è andato anche al tema della prossima 60° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che invita a salvaguardare ciò che è propriamente umano in un contesto segnato da un uso sempre più diffuso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. “Le macchine – ha ricordato mons. Pellegrini – devono restare strumenti al servizio dell’incontro tra le persone, capaci di ascoltarne il cuore, le voci e lo sguardo”. Alla luce delle letture bibliche, il presule ha posto l’accento sulla dimensione profondamente umana della comunicazione: la capacità di ricordare i volti, di condividere il dolore, di entrare in sintonia con l’altro. Anche l’esperienza di Gesù, spesso frainteso e contestato, diventa così un richiamo a non piegarsi agli schemi dominanti, ma a restare fedeli alla verità e alla libertà del Vangelo.
Rivolgendosi direttamente ai giornalisti del territorio, mons. Pellegrini ha espresso il ringraziamento della diocesi per il servizio svolto all’interno delle comunità locali, sottolineando il ruolo fondamentale dell’informazione nel favorire dialogo, pensiero critico e crescita civile, soprattutto tra i giovani. Un compito delicato, ma essenziale, per costruire una comunicazione che sappia davvero mettere al centro la dignità di ogni persona.

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