Proposto come mediatore nella crisi attuale, in vista della scadenza del mandato del Consiglio presidenziale di transizione prevista per sabato 7 febbraio 2026, il vescovo cattolico di Anse-à-Veau e Miragoâne, mons. Pierre-André Dumas, ha annunciato il suo ritiro da ogni coinvolgimento diretto e operativo in questo processo, attraverso una nota, come segnala l’agenzia haitiana AlterPresse.
Questo ritiro non significa “né indifferenza, né scoraggiamento, né abbandono”, sottolinea il vescovo, promettendo “di restare sempre a disposizione del suo Paese e dei suoi compatrioti”, e di continuare a pregare, a interpellare le coscienze e a sostenere ogni iniziativa sincera di dialogo, pace e ricostruzione nazionale. Mons. Dumas, che nega qualsiasi appartenenza a organizzazioni politiche, spiega di aver preso questa decisione dopo aver ricevuto pareri autorevoli, in seguito alla diffusione di informazioni inesatte e interpretazioni errate che hanno creato confusione e malintesi nell’opinione pubblica.
Le iniziative che hanno fatto riferimento al suo nome sono nate da sollecitazioni esterne provenienti da coalizioni politiche, organizzazioni della società civile, organi costituiti e personalità nazionali e internazionali. Quando aveva accettato di accogliere tali richieste, ha spiegato mons. Dumas, lo aveva fatto “in uno spirito strettamente pastorale e in comunione con la Chiesa”, senza mai agire né pretendere di agire come rappresentante ufficiale della Conferenza dei vescovi cattolici di Haiti. La proposta di mons. Pierre-André Dumas come mediatore era stata ritenuta inappropriata dall’ex primo ministro Jean Henry Céant, e aveva ricevuto ulteriori critiche da parte di attori politici locali.