“Lo scenario invernale in Ucraina che tutti temevamo è ora realtà. Intensi bombardamenti stanno devastando i sistemi energetici e idrici vitali in un momento di temperature estreme sotto lo zero. Milioni di famiglie in tutto il Paese stanno vivendo giorni senza riscaldamento, elettricità e acqua. I bambini e le loro famiglie sono costantemente in modalità di sopravvivenza. Senza riscaldamento –18°C la vita in casa in un palazzo di molti piani consiste nel proteggersi dagli attacchi incessanti e sopravvivere alle temperature estreme”. E’ l’allarme lanciato oggi dal rappresentante Unicef in Ucraina, Munir Mammadzade, durante una conferenza stampa al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. A Kiev, “al decimo piano di un palazzo gelido e senza luce – racconta Mammadzade -, Svitlana cerca di proteggere la figlia di tre anni, Arina, avvolgendola in strati di vestiti e scendendo dieci piani al buio per raggiungere una tenda di emergenza dove trovare calore, cibo e supporto psicologico”.
Le condizioni estreme stanno colpendo duramente la salute fisica e mentale dei più piccoli: il freddo acuto aumenta il rischio di ipotermia e malattie respiratorie, mentre oscurità e paura alimentano ansia e stress. Anche l’istruzione è nuovamente interrotta: la didattica a distanza è spesso impossibile a causa dei blackout.
In questo scenario, l’Unicef sta sostenendo una risposta d’emergenza su larga scala per 1,65 milioni di persone, tra cui 470mila bambini. Generatori preposizionati hanno permesso agli ospedali di continuare a funzionare durante i blackout totali, mentre 79 nuovi generatori stanno raggiungendo le aziende idriche e di riscaldamento. Oltre 183mila persone hanno ricevuto aiuti economici invernali e 1.500 scuole hanno ottenuto fondi per ristrutturazioni urgenti.
“La minaccia invernale – conclude il rappresentante Unicef – segue un tragico aumento dell’11% delle vittime tra i bambini verificate nel corso del 2025 rispetto all’anno precedente, con almeno 92 bambini uccisi e 652 feriti. In totale, dall’inizio della guerra su vasta scala, più di 3.200 bambini sono stati uccisi o feriti”. Di qui il rinnovato appello per “una fine degli attacchi alle aree civili e alle infrastrutture di cui i bambini hanno bisogno”.