Commissione Ue: oceani, entra in vigore “Trattato sull’alto mare” per la tutela della biodiversità. Manca l’adesione dell’Italia

Il “Trattato sull’alto mare”, cioè l’accordo che intende tutelare la biodiversità nelle aree oceaniche che non appartengono a nessuno Stato, entra in vigore domani, 17 gennaio 2026. Ratificato finora da 81 parti, tra cui l’Ue e 16 dei suoi Stati membri, ma non dall’Italia, e firmato da 145 Paesi, consentirà – spiega una nota della Commissione – di istituire aree marine protette in alto mare, regolamentare lo sfruttamento delle risorse genetiche marine, valutare l’impatto ambientale delle attività umane attuali e future, sostenere i Paesi in via di sviluppo attraverso programmi di rafforzamento delle capacità e di trasferimento di tecnologie marine. L’Ue ha annunciato questo passaggio come “importante pietra miliare nella conservazione degli oceani e nell’uso sostenibile degli stessi”. Si tratta di un “accordo storico” perché “fornisce un quadro per la governance comune di circa metà della superficie del nostro pianeta e – specifica la Commissione – del 95% del volume degli oceani, che rappresentano l’habitat più grande del nostro pianeta”. In questo contesto, l’Ue si è anche impegnata a sostenere l’attuazione del Trattato, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, attraverso il Programma oceanico globale dell’Ue, finanziato con 40 milioni di euro.

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