“La concattedrale è una stella spirituale” posta tra “l’immensità delle sabbie del deserto” e “l’orizzonte infinito del Golfo”, che ricorda come in mezzo alle sfide del mondo esista un rifugio di pace dove Gesù Cristo è il porto sicuro per tutta l’umanità. Lo ha affermato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, celebrando ieri la Messa nella concattedrale della Sacra Famiglia in Kuwait, in occasione del 65° anniversario della sua consacrazione. Il porporato ha portato i “cordiali saluti” e la “vicinanza spirituale” di Papa Leone XIV, definendo la concattedrale “un porto sicuro e uno spazio di pace e di armonia” che nutre “la vita spirituale di innumerevoli fedeli giunti a vivere e lavorare in Kuwait da ogni parte del mondo”. Nell’omelia, Parolin ha spiegato che il deserto non è solo uno “spazio fisico di solitudine”, ma il luogo in cui Dio ha condotto il suo popolo “per stabilire un’alleanza e manifestare la sua vicinanza”. Il mare, elemento dal “significato potente per le società che vivono attorno alle acque del Golfo Arabico”, “richiede lo stesso rispetto, lo stesso coraggio e, soprattutto, la stessa dipendenza dal Creatore”.