Giornata mondiale pace: mons. Agnesi (vic. gen. Milano), “accogliendola possiamo compiere passi per raggiungere tutti”

(Foto Annamaria Braccini)

Un appello per invocare la pace, attraversando le strade del centro di Milano, tra bandiere, preghiera, simboli, riflessione. Come ogni 1° gennaio, da anni, la marcia per la pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio a Milano è stato tutto questo, con le molte centinaia di partecipanti che hanno gremito, infine, il duomo, alcuni portando tra le mani i cartelli con i nomi dei tanti Paesi in guerra, preceduti dal grande striscione “Pace in tutte le terre”. Marcia alla quale hanno aderito un sessantina di realtà del territorio e che, nel pomeriggio, aveva percorso, appunto, le vie del cuore della città partendo da piazza Santo Stefano per arrivare sotto la Madonnina, dopo una significativa sosta presso la chiesa di San Vito al Pasquirolo, dove pregano fedeli ortodossi russi e ucraini. Non sono mancati una decina di ministri di altrettante confessioni aderenti al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, tra cui l’attuale presidente di turno, padre Traian Valdman, vicario eparchiale emerito della diocesi ortodossa romena d’Italia, e al Forum delle religioni.
E così tra le navate, prima dell’inizio del rito presieduto dal vicario generale della diocesi ambrosiana, monsignor Franco Agnesi e nel quale l’omelia è stata affidata al vicario episcopale, monsignor Luca Bressan, si è fatta ancora memoria di tutte le terre che, dal Nord e al Sud del mondo – dal Burkina Faso a Cambogia e Thailandia, dal Messico al Myanmar, dal Sud Sudan all’Afghanistan –, attendono la fine delle guerre e del terrorismo, con i conflitti aperti in Ucraina e in Medio Oriente e l’allarmante ritorno della minaccia di un confronto nucleare.

Al temine della messa, suggellata dalla benedizione corale dei concelebranti e dei ministri delle diverse confessioni cristiane riuniti davanti all’altare maggiore del duomo, monsignor Agnesi, portando il saluto dell’arcivescovo Delpini che si trova in Africa per un viaggio in terra di missione, ha ricordato ancora la necessità di una testimonianza quotidiana all’inizio di un anno che comunque, anche se non giubilare, deve essere segnato dalla speranza. “Aiutateci tutti – ha detto – voi che siete qui, a non cadere nello scoramento, nel cinismo, nei luoghi comuni, ma a dire che, accogliendo e contemplando la pace, possiamo compiere dei passi per raggiungere tutti”.

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