Persone con disabilità: Fiesole, la storia di Alessio, il ragazzo ipovedente che racconta agli altri gli aneddoti del paese 

Alessio ha gravi problemi di vista e difficoltà motorie, ma quando entra a “Una Casa a Caldine” tutto cambia. Qui non è definito dalla sua disabilità: è Alessio, quello che scherza, ricorda gli aneddoti del paese, protegge gli amici e parla con orgoglio di questo luogo che per lui è rifugio, identità, appartenenza. Accanto a lui altri nove ragazzi, ognuno con fragilità diverse, ma tutti parte di una stessa comunità viva e riconoscente.
Il progetto, promosso dal Comune di Fiesole e gestito dalla Cooperativa sociale Il Girasole negli spazi messi a disposizione dalla Fratellanza popolare, è molto più di un centro diurno. È un luogo visibile, nel cuore del territorio, dove i ragazzi incontrano la comunità e la comunità incontra loro. Qui si fanno attività, si guardano film, si esce insieme, ma soprattutto si costruiscono relazioni autentiche, basate sul rispetto reciproco e sulla conoscenza profonda dei limiti e delle potenzialità di ciascuno.
In questo ambiente raccolto ma ricco di energia, Alessio diventa quasi un portavoce naturale: la sua memoria, la sua intelligenza e il suo modo di stare nel mondo fanno dimenticare per un attimo la sua difficoltà visiva e gli restituiscono ruolo e dignità. Accanto a lui c’è Fabio, 38 anni, affetto da tetraplegia spastica. Non parla, ma comprende tutto. È uno dei più presenti e, con un gesto, un sorriso o un’espressione, partecipa a ogni conversazione.
“L’inclusione non è teoria, ma vita concreta”, sottolinea Paolo Carbonaro, direttore di area della Cooperativa Il Girasole. “Qui i ragazzi non sono assistiti, ma protagonisti: costruiscono relazioni, rafforzano autonomie, si sentono parte di un territorio che li riconosce. È questo il valore più grande: una comunità che non guarda la disabilità, ma le persone”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi