Migranti: Messina, la cappellania srilankese accoglie il nuovo anno in preghiera

Nella notte di San Silvestro, la Cappellania cattolica srilankese di Messina, guidata da p. Lanka Ponweera, ha  festeggiato la fine dell’anno e l’inizio del 2026 con un momento di preghiera e di festa presso la Chiesa di Sant’Elia. La celebrazione è iniziata con l’adorazione eucaristica, mentre all’ingresso della chiesa veniva acceso un fuoco sul quale è stata posta una pentola di terracotta con il latte di cocco a bollire. Al termine dell’adorazione, dalla sacrestia è partita la processione per la Santa Messa.
Giunti al portone d’ingresso, la comunità ha atteso che il latte traboccasse dalla pentola: un gesto ricco di significato che, nella tradizione srilankese, è segno di “abbondanza, felicità e prosperità per l’anno nuovo, simbolo di un futuro colmo di gioia e benedizione”, ci dice il direttore Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-Santa Maria-Santa Lucia del Mela, il diacono Santino Tornesi.
In Sri Lanka, molte comunità cristiane integrano queste usanze locali nella liturgia, riconoscendole come “espressione di gratitudine a Dio” e come “modo per onorare la propria cultura, mantenendo al centro la preghiera cristiana”. Una tradizione che “celebra la vita e la speranza, inserita in un contesto spirituale profondo”, spiega Tornesi. Dopo il rito, l’ingresso in chiesa per la Santa Messa, durante la quale la comunità ha affidato al Signore il cammino personale e comunitario del nuovo anno. La serata si è conclusa con lo scambio degli auguri e la condivisione del Kiribath, il tradizionale riso al latte dello Sri Lanka, preparato con latte di cocco e servito a cubetti: un piatto simbolo di “buon auspicio, fortuna e prosperità, immancabile nelle feste e nelle grandi celebrazioni.
Un momento di comunione, fede e dialogo tra culture che arricchisce tutta la nostra Chiesa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi