Nel messaggio augurale che l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, rivolge ai fedeli ambrosiani per il nuovo anno risuona l’esortazione al centro del suo recente “Discorso alla città”. “Ecco come vorrei augurarvi l’inizio di questo anno: il correre dei prossimi mesi sia come un luogo in cui ciascuno sente la fierezza, la gioia, la bellezza di rispondere alla vocazione e farsi avanti. Il mondo ha bisogno di tutti noi”. Monsignor Delpini fa l’elogio di quanti si fanno avanti, senza chiudersi “nel loro mondo privato”, “non per l’ambizione di esibire qualità, ma per la responsabilità di mettere al servizio di tutti i loro talenti, non per un calcolo di interesse, ma per una risposta alla vocazione a servire”. Quelli che si fanno avanti, afferma Delpini, “non si lasciano abbattere dai fallimenti e dalla consapevolezza dei loro limiti”, che “sono un invito a correggersi, a riflettere, a riprendere”. Quelli che si fanno avanti si rendono conto di non essere soli, perché “c’è una moltitudine di uomini e donne che hanno a cuore lo stesso bene di tutti”. Quelli che si fanno avanti “raccolgono il gemito del pianeta” e si dedicano alla consolazione, “perché sanno di poter mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo”, almeno quel pezzetto loro assegnato.