Una messa è stata celebrata ieri sera alle 18 in suffragio delle vittime celebrata dal vescovo della diocesi di Sion, mons. Jean-Marie Lovey, nella chiesa di Crans-Montana.

Crans-Montana, centinaia di persone sul luogo della tragedia (Foto cath.ch)
400 persone hanno gremito la cappella e dopo la messa si sono recate sul luogo della tragedia ed hanno deposto dei fiori. La Svizzera è sotto choc per la tragedia che ha scosso l’intera comunità nella notte di Capodanno dove un incendio ha devastato il noto locale Le Costellation, causando morte, feriti e distruzione. Il bilancio è ancora incerto e provvisorio. L’unica cosa certa è che le vittime erano adolescenti e giovani. Sono almeno 47 i morti e 112 i feriti (107 identificati). I feriti sono stati presi in carico dai servizi di emergenza e, dopo le prime cure, trasportate all’Ospedale del Vallese e in altri ospedali. Sei gli italiani dispersi e 13 in ospedale. Una 16enne italiana è ricoverata in coma all’ospedale di Zurigo. Al Niguarda di Milano sono arrivate due 16enni e una donna di 30 anni in gravi condizioni. Molte vittime sono irriconoscibili perché sfigurate dalle ustioni. La deflagrazione, innescata da un rogo partito da alcune candele e da un petardo, ha distrutto il locale: l’incendio è stato alimentato dal ‘flashover’, un rapido e violento propagarsi delle fiamme in ambienti chiusi. Molti ragazzi sarebbero rimasti intrappolati nel bar interrato. Secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà “difficilissimo identificare le vittime. Ci vorranno settimane”.

Crans-Montana, il vescovo mons. Lovey alla messa in suffragio delle vittime (Foto cath.ch)
Tutta la Conferenza episcopale svizzera si unisce alla diocesi di Sion in comunione al dolore e allo sgomento per il dramma avvenuto nella notte di Capodanno. L’amministratore apostolico della diocesi di Lugano, il vescovo mons. Alain de Raemy, insieme con i fedeli della comunità diocesana in un comunicato afferma di essere “profondamente colpito e rattristato di fronte alle terribili notizie provenienti da Crans-Montana: il grave incendio avvenuto nella notte durante i festeggiamenti per l’accoglienza del nuovo anno assume sempre di più i contorni di un’immane tragedia”. Mons. De Raemy, insieme con i vescovi emeriti Pier Giacomo Grampa e Valerio Lazzeri e con tutta la Diocesi di Lugano, esprime “il suo cordoglio e la solidarietà con le vittime, i feriti e le loro famiglie. Assicura la vicinanza di tutti, con il pensiero e con la preghiera, alla popolazione e alla comunità colpita, in particolare agli abitanti del settore pastorale di Crans-Montana e del Vallese, ai loro parroci e al loro vescovo, mons. Jean-Marie Lovey. Esprime anche un sentito grazie a tutti gli enti di primo intervento e alle persone che sono accorse in aiuto e ancora sono chiamate a prestare soccorso ai feriti, ai sopravvissuti e ai famigliari”.
Anche il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), che ha la sua sede a Ginevra, ha espresso “profondo dolore e solidarietà”. In una lettera indirizzata alle Chiese in Svizzera, il segretario generale dell’organismo ecumenico, Rev. Jerry Pillay, ha espresso parole di conforto e solidarietà cristiana: “Non siete soli. Persone in tutto il mondo pregano per voi, piangono con voi e vi sono vicine in solidarietà”. “Che possiate trovare forza e conforto gli uni negli altri e che il ricordo dei vostri cari diventi fonte di luce e pace nei difficili giorni che ci attendono”. Il segretario generale del Wcc ha indirizzato una lettera anche al presidente svizzero Guy Parmelin, esprimendo “sincere condoglianze a nome della comunità ecumenica mondiale”.