Spagna: mons. Argüello (vescovi), “non possiamo abituarci a una cultura che elimina i più vulnerabili”

(Foto Cee)

“Non possiamo abituarci a una cultura che elimina i più vulnerabili”. Con queste parole mons. Luis Argüello García, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, ha richiamato oggi a Madrid l’urgenza di una rinnovata alleanza per la vita nel suo intervento alla 128ª Assemblea plenaria dei vescovi spagnoli. Il presule ha definito “un dramma che continua a segnare profondamente la nostra società” la realtà dell’aborto e ha indicato la necessità di “accompagnare ogni madre, custodire ogni bambino e proporre alternative concrete di sostegno”. Denunciando che “la logica dello scarto corrode il cuore dell’Europa”, mons. Argüello ha esortato a reagire a un clima culturale individualista: “La vita non è un possesso, è un dono ricevuto e condiviso”. Ha indicato le comunità cristiane come “luoghi di vicinanza, ascolto e aiuto reale”, ricordando “esempi luminosi di donne e uomini che mostrano che la cura è possibile”. Nel suo intervento ha incoraggiato a “promuovere una cultura della vita che non sia ideologica né aggressiva, ma capace di toccare il cuore”, chiedendo di “superare ogni forma di polarizzazione” e di “mettere al centro la dignità di ogni essere umano, senza eccezioni e senza condizioni”.

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