Sei nuovi diaconi per la diocesi di Pordenone

Con la consacrazione al ministero del diaconato, i protagonisti di sei storie di vita diverse hanno detto il loro "Eccomi" e il loro "Sì lo voglio", dinnanzi al Signore, al vescovo Pellegrini e ai rispettivi parroci di riferimento; alle loro famiglie, alle comunità di appartenenza e di servizio, con l’impegno a seguire il Cristo "Servo obbediente, casto e povero", ad annunciare e testimoniare la sua Parola, nelle opere, nello spirito di preghiera, a servizio dei fratelli.

Con la consacrazione al ministero del diaconato, i protagonisti di sei storie di vita diverse hanno detto il loro “Eccomi” e il loro “Sì lo voglio”, dinnanzi al Signore, al vescovo Pellegrini e ai rispettivi parroci di riferimento; alle loro famiglie, alle comunità di appartenenza e di servizio, con l’impegno a seguire il Cristo “Servo obbediente, casto e povero”, ad annunciare e testimoniare la sua Parola, nelle opere, nello spirito di preghiera, a servizio dei fratelli. Lo hanno fatto domenica 6 settembre, alle 18, nell’accogliente parco del Seminario.

Emanuele Fiocchi

classe 1976

Proviene da Praturlone di Fiume Veneto, ove attualmente offre il servizio pastorale; papà Adalberto è pensionato, già dirigente d’azienda; mamma Natalina è casalinga; il fratello Roberto lavora nel settore dell’abbigliamento e Marcello nell’informatica. Concluso il liceo classico, nel 2014, approda a Praturlone ove, grazie alla scoperta dell’esemplare figura di don Angelo Pandin (1928-1995), già parroco di Borgomeduna, ricco di spirito d’accoglienza, col sostegno e l’accompagnamento di don Lelio Grappasonno – apprezzato per la grande comunicativa coi giovani -, matura l’idea di entrare nel Seminario di Pordenone nel 2015. Confida di aver scoperto “una comunità accogliente, capace di andare incontro e comprendere il vissuto di chi aveva già sperimentato varie vicende della vita”; con educatori affabili, come don Roberto Tondato; pazienti, come don Federico Zanetti; ricchi di spirito sacerdotale, come il compianto don Sergio Giavedon. E’ lieto di “porsi a servizio della Chiesa, mettendo in pratica lo spirito di carità, nell’andare incontro ai bisogni delle altre persone”.

 

Stefano Mattiuzzo

classe 1980

Proviene da Lancenigo (TV), con papà Lino ferroviere, mamma Gemma casalinga e il fratello Massimo, fisioterapista. Sorretto da un ideale umanitario, consegue la laurea in Scienze infermieristiche e presta servizio al 118, condividendo numerose situazioni difficili e drammatiche, infondendo speranza. Nel cuore persiste un’insoddisfazione, che lo porta a interrogarsi sulla propria vocazione. Trova in don Lelio Grappasonno, che aveva conosciuto anni prima – grazie alla comune passione musicale: chitarra e pianoforte -, un interlocutore e una guida con cui confrontarsi; sostenuto dalla fiduciosa preghiera dei genitori, segue un cammino di orientamento e discernimento di nove mesi a Ferrara; incoraggiato dal vescovo Pellegrini, nel 2015 frequenta i corsi di teologia nel Seminario di Pordenone; trova una comunità di educatori che comprende le difficoltà che stava provando, dimostrando elasticità nei suoi confronti. Reputa significativa l’esperienza di servizio svolta in varie parrocchie, tra le quali Pescincanna e Zoppola, a fianco di don Antonio Buso.

 

Matteo Borghetto

classe 1993

Stimolante, dal punto di vista culturale ed ecclesiale, l’esperienza di vita di Matteo che, con la propria famiglia, ora vive a Ligugnana di San Vito. E’ passato per il Pontificio Istituto sant’Apollinare, il collegio Capranica e la Gregoriana in Roma.

E’ riconoscente verso numerosi sacerdoti della diocesi, con i quali ha collaborato, dal punto di vista pastorale, confrontandosi con loro, nella dimensione vocazionale – ci si scusa se l’elenco è incompleto: don Piero Perin, a Cordovado: fu lui a cogliere il primo germe di vocazione; don Giuseppe Dell’Osso a Ligugnana, col quale ha condiviso il fascino dell’animazione oratoriana; don Giuseppe Grillo, don Tomasz e gli altri preti della città di Portogruaro, con le parrocchie di Sant’Andrea e Sant’Agnese, ove ora condivide il servizio pastorale. Confida: “Potrei definire la mia vocazione, come la storia di una presenza silenziosa ma costante del Signore che, passo dopo passo, mi sta facendo capire che cosa significhi essere chiamati nella sua vigna a lavorare”.

 

Rammani Giuseppe

Pudasaini classe 1996

Pur avendo un riferimento a Bannia di Fiume Veneto, Rammani Giuseppe ha come confine il mondo, in quanto nato a Katmandù, capitale del Nepal, considerata il “tetto del mondo”; è in contatto con le 9 sorelle, il papà 83enne, mentre la mamma è deceduta.

Di religione induista, è stato battezzato nel 1995. E’ stato il fascino del Vangelo di Gesù a far nascere la conversione nel suo cuore, con la proposta di una “continua rinascita aperta a tutti”. Mentre lavorava per un’Agenzia viaggi, ha conosciuto un prete di Macerata; con lui e poi con don Felice, ha avviato un dialogo di carattere vocazionale, proseguito con alcuni movimenti religiosi e l’impegno di volontariato al Cottolengo di Torino e col fondatore della Comunità religiosa di San Giovanni evagelista, presso la quale ha trascorso quattro anni, in Francia. Ha preso contatto col Seminario di Pordenone, tramite don Davide Corba, della Caritas, che lo ha accolto anche alla Casa della Madonna Pellegrina, per un servizio di volontariato e un primo cammino spirituale.

 

Erik Salvador

classe 1996

I gemelli Thomas ed Erik, nativi da San Vito al Tagliamento, con la loro famiglia, vivono a Concordia, ove hanno sperimentato la vita liturgica nella cattedrale di Santo Stefano e quella formativa e ricreativa all’oratorio.

Erik ricorda il parroco don Pierluigi Mascherin, ricco di spiritualità e don Fabio Magro che lo ha accolto, dopo aver frequentato la Ragioneria a Portogruaro, nella Comunità vocazionale che egli animava, accompagnandolo nella preghiera e meditazione, aiutandolo a mettere a fuoco la propria vocazione ed entrare, tre anni dopo, nel 2015, nel Seminario di Pordenone, per i corsi di teologia.

Confida che reputa significativi, per la personale crescita, il fatto che, in contemporanea agli studi teologici, abbia potuto fare un’esperienza pastorale a Portogruaro; qui ha collaborato, prima con mons. Pietro Cesco – avuto già come parroco, nella sua infanzia, a Concordia – e poi con mons. Giuseppe Grillo. Dal 2018 sta facendo esperienza pastorale a Prata di Pordenone, in attesa di eventuali nuovi incarichi, ai quali rispondere con gioia.

 

Thomas Salvador

classe 1996

Dopo aver condiviso i primi tre lustri col gemello, a 16 anni, in quarta superiore, si è avvicinato al Seminario di Pordenone, frequentando la proposta formativa dei “Giovedì insieme”, per un approfondimento vocazionale, animato dagli educatori don Lorenzo Barro, don Roberto Tondato, don Federico Zanetti e don Fabio Magro.

Per le esperienze pastorali è riconoscente a don Livio Corazza, don Pasquale Rea e don Enrico Facca a Concordia; a don Dario Roncadin e don Corrado Della Rosa, a Gleris di San Vito e ora a don Aldo Moras, ad Azzano X e Fagnigola.

Confida: “Sto comprendendo che, se non mi sento ancora completo, è semplicemente perché non sono ancora arrivato: l’ordinazione diaconale non è un traguardo, ma una nuova partenza, verso il premio che verrà, quando vedremo il volto di Dio. Continuerò a formarmi, pezzetto dopo pezzetto, con il contributo delle persone che incontrerò, con ciò che di nuovo scoprirò a fianco di Gesù e la preghiera di molti”.

Don Leo Collin

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